Inquilino moroso prima del Covid e blocco degli sfratti fino a giuno 2021

Domanda:

Sono proprietario di un trilocale che ho concesso in affitto nel 2018. Già da molto prima dell'emergenza Covid l'inquilino ha smesso di pagare tanto che a settembre 2019 ho ottenuto la sentenza di sfratto. Era tutto pronto, speravo di liberare già l'alloggio e a fine gennaio l'ufficiale giudiziario ha fatto il primo accesso. Poi è successo quel che è successo e tutto è bloccato. Nel frattempo però il mio inquilino continua lavorare senza pagare la pigione! Non ci si può fare proprio nulla?

Risposta dell'Avvocato Benito Sposato:

Care amiche e cari amici, molti di voi si sono lamentati (a ragione) della disposizione contenuta nel c.d. Decreto Milleproroghe 2021 che, come oramai tutti sanno, ha prorogato sino al 30 giugno 2021 la sospensione dell'esecuzione dei provvedimenti giudiziali di rilascio di immobili. A dire il vero, la sospensione dell'esecuzione di tali provvedimenti è stata originariamente disposta dal d.l. 17 marzo 2020 n. 18, convertito dalla Legge 24 aprile n. 27, nonché da successive proroghe che hanno, invero, ingenerato un malcontento tra i proprietari di immobili, i quali in questi mesi hanno dovuto di fatto svolgere un indesiderato quanto gravoso ruolo sociale di cui, a parere di scrive, un Governo serio avrebbe dovuto rispondere in prima persona.

In molti si sono chiesti le ragioni di una tale scelta politica. A detta del dimissionario Presidente Conte l'obbiettivo era quello di scongiurare una "catastrofe sociale", cercando così da un lato di contenere gli effetti negativi dell'emergenza epidemiologica (liet motiv dell'operato del Governo) e dall'altro di impedire che "finissero per strada centinaia di migliaia di famiglie" resesi morose a causa della pandemia.

Ebbene, c'è tuttavia chi in questo guazzabuglio di norme, di cui io stesso in tempi non sospetti ho dubitato della legittimità costituzionale, ha fatto fatica a ravvisare una qualche attinenza tra il c.d. "blocco degli sfratti" e l'attuale situazione pandemica, al punto da sostenere che lo stop all'esecuzioni previsto dal mille proroghe sia in realtà contrario ai dettami della nostra Costituzione.

Parlo delle due ordinanze di rimessione con le quali il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ed il Tribunale di Rovigo hanno investito della questione del "blocco degli sfratti" la nostra Corte Costituzionale.

In questo articolo cercherò di analizzare brevemente ed in maniera comprensibile ai non addetti ai lavori le motivazioni che hanno spinto i giudici ad emettere le ordinanze di rimessione:

Aggiungo, inoltre, che un provvedimento di tal guisa oltre che incostituzionale e concettualmente errato nella misura in cui non prevede un meccanismo giuridico che consenta di distinguere la morosità colpevole dalla morosità incolpevole e legata all'emergenza pandemica. Non dimentichiamoci, infatti, che le lungaggini e l'inefficienza della giustizia italiana fanno si che oggi la durata media di un procedimento di sfratto si aggiri intorno ai 12 e 18 mesi, con enorme pregiudizio per gli interessi del proprietario.

Insomma, aspettiamo con impazienza la pronuncia dei Giudici della Consulta, perfettamente consci dell'importanza delle ripercussioni che in un verso o nell'altro provocherà sulla situazione economica e sociale del Paese.